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Appunti sul Convegno "50 anni della Missione Archeologica di Iasos"Istanbul, 26-28 febbraio 2011Convegno “ 50 anni della Missione Archeologica Italiana di Iasos. Iasos e il suo territorio”Appunti di Chiara Pilo
I cinquant’anni di attività della Missione Archeologica Italiana di Iasos sono stati celebrati con un convegno internazionale di studi che si è tenuto ad Istanbul dal 26 al 28 febbraio 2011 nelle prestigiose sedi dell’Istituto Italiano di Cultura, dell’İstanbul Arkeoloji Müzeleri (Museo Archeologico) e dell’İstanbul Üniversitesi Rektörlügü (Rettorato dell’Università). All’incontro, fortemente voluto da Fede Berti che ne ha curato l’organizzazione assieme a Daniela Baldoni e Marco Giuman, hanno preso parte molti degli studiosi che da lungo tempo sono impegnati nelle ricerche nell’antico centro di Iasos e nel suo territorio. I lavori hanno avuto inizio la mattina del 26 febbraio con i saluti dell’ambasciatore italiano in Turchia Giampaolo Scarante, della direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Gabriella Fortunato e di Fede Berti. La sessione di apertura è stata dedicata alle problematiche connesse alle frequentazioni più antiche del sito, precedenti alla fondazione della colonia greca, con l’intervento di Nicoletta Momigliano e quello di Mario Benzi e Gianpaolo Graziadio sul Tardo Bronzo III e i rapporti con i Micenei. Lo spazio pubblico ha costituito invece il filo conduttore dei contributi della seduta pomeridiana, incentrati sulle ricerche condotte nell’agorà della città greca e romana. Luigi Donati ha presentato lo studio delle strutture idriche della piazza e in particolare delle fontane di età arcaica, Fede Berti i risultati delle più recenti campagne di scavo nella stoà occidentale, mentre Maurizio Michelucci ha illustrato caratteristiche e materiali delle stipi votive portate alla luce nell’agorà. Gli aspetti epigrafici sono stati affrontati da Roberta Fabiani e Massimo Nafissi, che hanno esposto i risultati dello studio dei decreti di Iasos, e da Gianfranco Maddoli, che ha presentato un nuovo documento di vendita di sacerdozio. La giornata successiva è stata dedicata alle tematiche connesse alla sfera del sacro con gli interventi di Maurizio Landolfi sui votivi del santuario di Zeus Megistos e di Antonella Romualdi sui materiali del santuario di Demetra e Kore, ai contesti abitativi con la presentazione delle fasi di vita e dell’apparato musivo e pittorico della domus dei mosaici a firma di Simonetta Angiolillo e Marco Giuman, e all’ambito funerario con le relazioni di Olivier Henry sulle tombe a camera, di Daniela Baldoni sui costumi funerari di età ellenistica e con la revisione degli interventi di anastilosi del monumento funerario noto come Balik Bazar di Roberto Parapetti. Le attività sono riprese nel pomeriggio con i risultati delle ricerche topografiche di Alessandro Viscogliosi nel settore urbano del cosiddetto Castello dell’Istmo e con il contributo di Nicolò Masturzo che ha illustrato il lavoro di aggiornamento e sistemazione della topografia urbana partendo da un’accurata revisioni delle notizie e degli studi antiquari. Le indagini nel territorio di Iasos sono state oggetto degli interventi di Raffaella Pierobon Benoit e di Lucia Cianciulli, rispettivamente dedicati alla ricostruzione delle attività produttive a partire dai dati emersi nel corso delle ricognizioni di superficie e alla particolare tipologia edilizia dei cosiddetti edifici Lelegi.
La sessione conclusiva del convegno, tenutasi nel pomeriggio del 28 febbraio, ha ospitato i lavori degli studiosi turchi. Abdulkadir Baran ha presentato una rivisitazione della diffusione del fregio ionico nell’architettura greca. Abuzer Kizil ha illustrato le recenti indagini e scoperte a Milas e nel suo territorio, tra cui spicca il ritrovamento nel centro della città della camera sepolcrale di un monumento funerario reale che conserva ancora un prestigioso sarcofago con scena di caccia. Un quadro storico delle città-stato della Caria tra la battaglia di Ipsos e quella di Magnesia è stato proposto da Mustafa Sayar. La vivace e partecipata discussione che ha chiuso le attività del convegno è stata la conferma di come questo incontro di studi abbia rappresentato una preziosa occasione per ripercorrere alcuni dei principali filoni di ricerca che hanno interessato l’attività della Missione, oltre a costituire uno stimolante momento di confronto che ha evidenziato tutte le potenzialità del futuro proseguo delle indagini e degli studi. Sotto questi auspici si è posto il discorso conclusivo di Fede Berti, a cui sono andati i più calorosi ringraziamenti per l’attività svolta con passione e dedizioni in questi anni, lavoro che avrà senza dubbio modo di continuare al fianco del nuovo direttore Marcello Spanu, che si accinge a prendere in mano il testimone di questa significativa esperienza per l’archeologia italiana in Turchia.
Nella foto: il dibattito finale nella superba sala del Rettorato dell'Università di Istanbul. |
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